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mercoledì 4 gennaio 2012

INDUSTRIA PETROLCHIMICA CINESE




Quali sono le caratteristiche del settore petrolchimico?

L'industria petrolchimica dispone di stabilimenti nella maggior parte delle province e delle regioni autonome cinesi; di rilievo quelli di Pechino, Shanghai, Lanzhou, Yueyang, Anqing e Canton. La produzione comprende fibre sintetiche, prodotti farmaceutici e materiale plastico. Una caratteristica dell'industria petrolchimica cinese è la presenza molto diffusa di piccoli stabilimenti che producono concime azotato utilizzando una tecnica di produzione, sviluppata nel paese, essenziale per mantenere fertili i terreni agricoli.

A quanto ammontano gli investimenti nel settore?

Nel 2010 le compagnie petrolifere cinesi hanno investito più di 13 miliardi di dollari per espandere la propria presenza in America Latina. Una penetrazione a suon di accordi commerciali e industriali per aggiudicarsi petrolio e gas naturale, che fa tremare l'egemonia americana nel «cortile di casa». Inoltre La Cina investirà 23 miliardi per costruire tre raffinerie in Nigeria grazie alla collaborazione tra la Nigerian National Petroleum Corporation (Nnpc) e la China State Construction Engineering Corporation Limited. La Cina ha intrapreso un’enorme campagna di investimenti nel mercato africano, difficilmente quantificabili in cifre, mostrandosi altamente competitiva alle tradizionali compagnie occidentali.

Dove operano le compagnie petrolifere cinesi?

Le compagnie statali cinesi operano in Venezuela, Brasile, Argentina, Ecuador, Perù, Colombia, Cile, Bolivia, Angola, Nigeria, Sudan, Gabon, Congo Brazzaville, Guinea Equatoriale, Mauritania, Niger, Kenya, Algeria, Libia, Somalia. Sembra così lontano il 1993, quando una sussidiaria della China National Petroleum (Cnpc) si aggiudicò i diritti per l'estrazione nel campo di Talara, sulla costa nord del Perù: la prima acquisizione energetica cinese nel continente. Oggi Cnpc, con la sussidiaria Petrochina, è impegnata in più di 90 progetti oltremare, tra cui pipeline per importare petrolio e gas naturale e abbassare nel prossimo futuro i costi di spedizione.

La Cina gode di rapporti privilegiati con qualche paese detentore di materie prime?

Il rapporto con il Venezuela in particolare vive il suo miglior momento da quando il presidente Hugo Chavez è alla guida del paese. Alla base di tutto c'è la join venture del 2007 tra Cnpc e Petroleos de Venezuela che ha preso parte al piano d'investimenti da 40 miliardi di dollari, con scadenza 2016, stabilito da accordi congiunti. Il paese latinoamericano, già diventato il primo fornitore di petrolio grezzo e raffinato e il terzo di idrocarburi, aumenterà ulteriormente l'export giornaliero verso la Cina.Nello stesso periodo, la Shanghai Petrochemical (Sinopec) ha rilevato per 2,45 miliardi di dollari le concessioni petrolifere nelle province argentine di Santa Cruz, Mendoza e Chubut di proprietà dell'americana Occidental Petroleum. Sinopec in autunno aveva già acquisito il 40% delle unità della controllata brasiliana della compagnia spagnola Repsol (con un accordo da 7,1 miliardi di dollari) aggiudicandosi lo sfruttamento di riserve offshore in Brasile. La Cnooc (Chinese National Offshore Oil), ha messo piede in Sud America nel marzo 2010 rilevando metà della Bridas, storica holding dell'energia di Buenos Aires, per 3,1 miliardi di dollari - e si era già aggiudicata una grossa fetta dell'argentina Pan American Energy, sborsando più di 7 miliardi di dollari per alcune quote di partecipazione di proprietà Bp. Infine, la ditta petrolchimica commerciale Sinochem nel 2010 ha partecipato al banchetto con 3 miliardi di dollari, rilevando dalla norvegese Statoil Asa il 40% dei giacimenti offshore nel grande Bacino di Campos al largo Rio de Janeiro, in Brasile.

Come mai la Cina riesce penetrare in questi mercati?

Le aziende occidentali sono disposte a cedere risorse in America Latina per almeno due motivi: le imposte elevate e le leggi per la tutela dell'ambiente. L'exploit cinese invece è protetto dal pieno appoggio delle agenzie di sostegno al credito dello stato, con China Development Bank (Cbd) e la Export and Import Bank of China (Eib). La Cina nel 2010 ha speso in totale 38,8 miliardi di dollari a livello globale per tutelare la propria sicurezza energetica, mantenere la crescita economica del paese e andare incontro al boom della domanda interna d'energia. Un altro punto a favore di Pechino negli accordi con i paesi sudamericani è il sostegno allo sviluppo locale con prestiti finanziari ai governi, costruzione di infrastrutture e investimenti in diversi settori industriali. Fatto stà che la «colonizzazione energetica cinese dell'America Latina» viaggia a pieno ritmo.

giovedì 24 novembre 2011

La patata è bollente

Ascoltate il menestrello e riflettettiamo un pò sul nostro futuro

E' da tempo che ci interroghiamo sulla situazione in Italia, Europa, sul nostro futuro. Questo blog da tempo aveva previsto la situazione attuale. Ricordate il post intitolato:

E’ GUERRA FINANZIARIA!

e

NUOVE OPPORTUNITA' PER I GIOVANI: PERCHE' NON CHIEDI ALL'AMICO DI PAPA'?

e

Prima mi rialzo e poi collasso


Mi dispiace doverlo confermare, ma avevamo visto lungo, noi insieme ad altri notevoli blog economici e indipendenti, primo tra tutti vorrei ringraziare il network di Mercato Libero, che mi ha insegnato veramente tanto.
Ritorniamo a noi. Non voglio fare teoria ma un punto della situazione, visto che di tempo non ne abbiamo.

  • I mercati finanziari, che sono il termometro dell'economia, crollano. Ci dicono che c'è troppo debito e poca fiducia;
  • In Grecia, Italia e Spagna i poteri forti hanno fatto cambiare il Capo del Governo. In Spagna il successore almeno è stato eletto in maniera democratica. In Italia ci mettono addirittura un banchiere. Per quanto Monti possa fare un bel lavoro, io non mi sono mai fidato delle banche, sarà perchè la principale colpa di questa situazione ce l'hanno loro?
  • Se il debitore fa la fortuna dell'usuraio...in Italia l'usuraio è entrato a casa del debitore. Forse sarà per questo. Forse sarà anche perchè io non ho mai eletto questo Parlamento (ormai si vota il capo bastone senza preferire nessuno). Monti è stato nominato da Napolitano e Draghi. Ma Napolitano e Draghi voi li avete votati? Io no.
  • L'Unione Europea...oh mio Dio. Che gran casino hanno fatto con quest'Unione Europea. Proprio l'Europa, con un patrimonio culturale da far invidia a tutto il mondo. Noi europei abbiamo insegnato il Diritto,la democrazia, la cultura nel mondo, il sistema bancario... e siamo stati in grado di creare quest'assurdità di tali dimensioni. Abbiamo messo da parte la democrazia, la capacità di rivolta, la morale e il buon senso. Quando penso a quest'Europa...mi incomincio ad agitare...perchè il problema è molto più complesso. Incomincio a pensare cosa starà pianificando quest'Europa... alla Merkel e il vice Sarkozy che complottano...Eurobond, Spread,i Piigs, la BCE che non ha l'inchiostro e la carta per far funzionare le stampanti...che rabbia!!!


Quindi facendo un punto della situazione, cercando di trovare una possibile soluzione e salvaguardare i nostri risparmi o il nostro futuro:
1) noi siamo i clienti di una quantità enorme di esportazioni germaniche;
2) se noi andiamo a puttane loro ci seguono a catena;
3) perche' hanno voluto l'Euro se poi non vogliono gli Stati Uniti d'Europa?
4) se i tedeschi non rompevano e fossimo intervenuti subito con la Grecia con 50 miseri miliardi ora non ne avremmo perso x volte tanto in capitalizzazione di borsa e di bond e di tassazione;
5) finchè le economie non si saranno allineate alla più forte, il sogno della UE rimarrà solo miraggio. La sterzata la potrà dare solo la politica, quella buona, così da rivoluzionare l'intero sistema speculativo che grava sempre di più sulle popolazioni, vittime innocenti, i quali non mostrano alcun segno di rivolta verso i potenti sistemi organizzati;
6
) stanno facendo lo stesso errore che fece l'America nel 29 non dando liquidità al mercato;
7) hanno paura dell'inflazione... Staranno meglio con la deflazione??? mhà! Gli Usa hanno stampato e non mi pare abbiano tutta quest'inflazione, anzi hanno una moneta + competitiva e che esporta di più, dando linfa importante alle imprese;
8) se tanto non lo fanno loro, il mercato gli imporrà di farlo, vedi Grecia e Italia solo che ci costerà tantissimo;
9) resteranno isolati dal resto dell'Unione creando povertà e conquistando le nostre quote di mercato;

10) su una cosa Silvio il marpione aveva ragione: e' una culona inchiavabile!

venerdì 21 ottobre 2011

Gheddafi muore, l'Italia perde, la Nato vince...e i libici?




Avendo fatto una tesi di laurea su “I rapporti italo-libici dall'indipendenza della Libia ad oggi” sono stato premiato ricevendo un incontro con Muhammar Gheddafi nelle sale private del rettorato della Sapienza Università di Roma l'11 giugno del 2009. Una copia della tesi venne regalata a Gheddafi, un'altra, in mio possesso, venne autografata con dedica in arabo, la cui traduzione è: “Con amicizia ed affetto, Muhammar Gheddafi”. Dopo questo scambio di doni Gheddafi tenne un discorso trattando parte della tematica della mia tesi: I danni legati al colonialismo, il diritto dei popoli che lo hanno subito a venire indennizzati ed i problemi legati al terrorismo.

Devo ammettere con tutta franchezza che se Gheddafi avesse letto la mia tesi e considerato il capitolo sui rischi politici della Libia, oggi non avrebbe fatto questa fine. Ponevo l'attenzione sull'ondata democratica che avrebbe attraversato la popolazione e la tenuta del regime, collegando tali pericoli ai rischi economici per le imprese italiane con interessi in Libia. Una transizione democratica graduale era l'arma vincente del regime ma Gheddafi, convinto di se, dichiarò nella stessa occasione a tutta la platea: << Secondo voi siete in democrazia? Secondo voi tutti i popoli hanno bisogno di democrazia? L'Africa non ha bisogno di questo ma di pane e acqua. La colpa dei nostri problemi è il modello coloniale che permette milioni di persone di morire di fame. E' questa la democrazia?>>.

Sono passati meno di due anni da quel giorno e le ondate rivoluzionare hanno colpito il nord Africa, senza risparmiare neppure lo Stato con il reddito pro-capite più alto d'Africa, ovvero la Libia.

Nel dare una considerazione personale a quello che è accaduto in Libia bisogna fare quanto meno un breve quadro:

Con la rivoluzione di Gheddafi in Libia fu nazionalizzato il petrolio, cacciate le basi militari inglesi e americane e la Libia divenne italiana. Al contrario di quanto si poteva immaginare dalle dichiarazioni pubbliche di Gheddafi e dalla cacciata degli italiani, l'Italia con lui riconquistò la quarta sponda. La maggior parte delle commesse di petrolio andarono all'Eni e aziende italiane fecero affari d'oro: Impregilo, Finmeccanica, Saipem, Maire Tecnimont, Ansaldo, Enel e altre imprese minori. Per questo l'Italia salvò più volte la vita a Gheddafi quando gli Stati Uniti lo bombardarono e organizzarono diversi attentati segreti. Lo salvò addirittura Craxi chiamandolo personalmente. La Libia era nostra dagli anni 70 a ieri. Le potenze della Nato, in primis Francia e USA, hanno approfittato della debolezza del Governo italiano fornendo armi ai ribelli, manipolando l'informazione, per soffiarci uno dei più grandi giacimenti al mondo di petrolio e gas. L'Italia ha commesso un grave errore di politica estera e ha confermato la sua fama storica di traditrice.

Da italiano mi vergogno della nostra politica estera, della nostra debolezza ed esclusione dai circuiti dei poteri mondiali. Umanamente sono contento per i libici e auguro loro un futuro prospero. Ho diversi amici libici che hanno combattuto questa guerra, li sentivo tutti i giorni e avevo l'anteprima della situzione. A loro non importava che fossero ricchi, che ricevevano proventi del petrolio solo perchè cittadini libici, che senza Gheddafi sorgessero problemi con le tribù, importava solo essere liberi. Quando hanno bloccato Facebook non li ho sentiti per mesi, su Skype non si collegavano, temevo che fossero morti e pregavo il mio Dio per loro. Gli ultimi messaggi ricevuti erano di paura, cambiavano continuamente case e città per il timore di essere rintracciati. Per fortuna qualche giorno fa li ho risentiti tutti. Sono vivi, felicissimi e ce l'hanno fatta.

Che io abbia conosciuto Gheddafi, che apprezzi delle sue politiche e teorie come il non piegarsi allo strapotere mondiale poco importa. Che l'Italia abbia perso una zona di grande influenza e che venga derisa all'estero mi importa ancor meno.

In questo momento con il cuore sono a Tripoli, a Misurata e in altre città della Libia, a gridare insieme ai miei amici:

Viva la Libia, viva la libertà, viva Allah!

giovedì 13 ottobre 2011

Vogliamo solo essere liberi


Visto le mail ricevute in questi giorni rispondo direttamente con un post, sperando di chiarire ogni dubbio anche ai lettori:

1) Il Portale delle Libertà non ha nulla a che vedere con il PdL, anche se effettivamente la nuova grafica del blog ci si avvicina. Il cielo e le nuvole non sono di centro-destra ma di tutti;

2) Il Portale delle Libertà non fa parte del Portale delle Libertà dei siti di destra che trovate sul motore di ricerca su Google. Siamo nati prima noi di loro!

3) Il progetto Molisannio è stato scritto da noi e copiato dal partito Lega Sannita senza richiesta di consenso. Noi non ne facciamo parte e non lo vogliamo. Avevamo lanciato il progetto chiamandolo Lega Sannita Democratica (c'è la parola democratica in +). Se c'è gente senza idee che copia e ci fa un partito è triste. Poco ci importa, tanto la gente non è stupida e comunque ci occupiamo di altro. Siamo un gruppo di progetti, di idee e apolitico.
Chi voglia collaborare con noi sul MOLISANNIO può farlo scrivendo sul nostro gruppo Facebook...collaborare non significa chiedere voti ma diffondere il progetto, sensibilizzare, raccogliendo firme, proponendo...


Ricapitolando: Non siamo del Popolo delle Libertà!
Non siamo assolutamente della Lega Sannita!

SIAMO LIBERI! APOLITICI! GIOVANI!
fa così strano?

mercoledì 12 ottobre 2011

I LOVE SHANGHAI







Pochi Paesi stranieri incuriosiscono oggi quanto la Cina, ancora per molti versi misteriosa anche se già da anni la linguetta "Made in China" fa capolino da manufatti, macchinari, abiti, gadgets, borse, scarpe, abbigliamento sportivo delle più note multinazionali europee e americane in vendita nei nostri negozi, e le comunità cinesi con i loro bottegoni stanno prendendo sempre più campo in quasi tutte le città italiane.

Proprio perché sono consapevole che il mio viaggio in Cina mi ha fatto compiere solo pochi passi verso la comprensione delle mille sfaccettature di quel Paese, ho lungamente tentennato prima di intraprendere la stesura del resoconto. Ho viaggiato molto e amo la ricerca e la conoscenza di nuovi mondi, di civiltà diverse, di situazioni e modi di vita inimmaginabili.

Questa esperienza è stata per me così straordinaria, ed ha segnato in modo così indelebile e positivo la mia vita, da farmi sentire la necessità di raccontarla, addirittura di consigliarla a tutti.

Sono stato a Shanghai per tre mesi a fare uno stage in una società di consulenza, vita dinamica, eccellente vita notturna, alto potere d'acquisto e delirio totale. Tutte le paure iniziali ad affrontare un Paese del genere sono svanite in pochi giorni. Shanghai è una città sicurissima, economica, moderna e piena di entusiasmo.

SHANGHAI è la più occidentale delle città cinesi e quella che risente maggiormente dell’enorme boom economico e finanziario che sta attraversando in questo momento il Paese: si presenta non come una metropoli ma un enorme e spaventoso centro commerciale e non c’è strada, vicolo, cortile, anfratto o luogo dove non si svolga un commercio e a qualsiasi ora le sue vie brulicano di gente intenta a far shopping di ogni cosa: cibo, vestiti, oggettistica, scarpe, borse e chi ne ha più ne metta. Il vero Paese dei Balocchi per un'occidentale. La Cina sta vivendo un momento di rinnovamento strutturale, ambientale, sociale, urbanistico, economico dai ritmi vertiginosi, i termini del quale possono essere percepiti da noi occidentali in misura solo parziale, con il sempre presente rischio di travisamenti. Rendiamo la cosa più interessante con delle domande e risposte:

Come sono questi cinesi?


Dopo secoli di umiliazioni e depressione, ora i cinesi sono ottimisti come non mai. Il prodotto interno lordo del Paese cresce all'impazzata e ogni abitante si sveglia, confidando nel fatto che domani sarà meglio di oggi. I cinesi sono per natura curiosi, attratti dal diverso. Ti osservano, ti imitano. Ricordo una bellissima immagine che mi ha colpito, con una bambina che mi guardava da lontano incuriosita e timida, poi si avvicina, mi tira i peli delle gambe e se ne scappa. Non aveva mai visto i peli delle gambe. Di episodi analoghi ce ne sono un'infintà, dalle foto agli autografi (quando insegnai in una scuola). Io ero il diverso. Una diversità che non era vista come contrasto ma come ammirazione. Noi italiani godiamo in Cina un grandissima stima, completamente il contrario di come noi vediamo i cinesi in Italia. Gli italiani sono accolti con grande simpatia. In quanto, in fondo, secondo me non del tutto dissimili da loro. Entrambi i popoli hanno uno spiccato senso per tutto ciò che è curioso, amano affrontare i problemi davanti a un buon piatto fumante o a una bevanda alcolica, hanno il culto della famiglia, e condividono un retaggio culturale plurimillenario. Tutti elementi che nel vasto panorama geopolitco mondiale, per lo più, solo Cina e Italia possono vantare. Eppure è una simpatia e intesa unilaterale, peccato.

E' vero che i cinesi lavorano solo?

I cinesi amano fare abbondanti mangiate in compagnia, giocare a dama o a majiang, giocare a dadi, allenarsi al badmington o al tavolo da ping pong, cantare al karaoke, ballare. Valori importanti per loro sono lo stare insieme in armonia, la salute fisica, il successo e, non di meno delle voci precedenti, il denaro. Non a caso li chiamano gli ebrei d'oriente. I cinesi sono dei grandissimi lavoratori, hanno un alto senso di responsabilità ma purtoppo è bene carente la sfera critica e umanistica.

La famiglia, è importante?

La famiglia è fondamentale nella società cinese. Però, il concetto di famiglia da queste parti va inteso come una entità più allargata, che a volte copre anche le amicizie più strette e le parentele più lontane. Del resto in Cina dai primi anni ‘80 vige la politica del figlio unico, e dunque la famiglia in senso stretto raramente arriva a superare i tre membri.


Come sono le donne cinesi?


La vulgata è che le donne cinesi hanno un carattere molto forte e sono particolarmente pragmatiche, sono servizievoli con il proprio uomo in pubblico, mentre comandano in casa. La realtà, è che la donna cinese oggi sta vivendo sulla propria pelle tutte le contraddizioni di una società molto legata al suo passato e che sta godendo di una ondata di libertà e benessere vertiginosi sconosciuti prima. Con tutti i vantaggi e gli svantaggi, i sogni e le delusioni, le disponibilità e i pianti che queste implicano. E' facile vedere per strada spettacoli tipo donne che piangono e fanno dei capricci davanti agli uomini, battono i piedi e strillano. Se stessi nei panni dei ragazzi...temo che gli schiaffi non si risparmierebbero.
Comunque sia non dovete spaventarvi, sono molto attratte dal nostro fascino occidentale e dalla nostra small face.

E' vero che hanno la patata orizzontale le cinesi?

Tornato in Italia, questa è stata sicuramente la domanda che ha riscosso maggiore successo. Davvero! La maggior parte della gente mi ha chiesto questo!
Ma che domanda è? Volete sminuire un'esperienza di vita con la posizione gravitazionale della patata? Andate su qualche sito porno asiatico e controllate se è come la nostra!!

E' vero che fanno rutti in libertà?


Verissimo. Ruttano in pubblico senza problemi. Personalmente non mi dava fastidio, mi sono integrato subito in questo tipo di cultura.
La cosa più schifosa è lo sputo selvaggio. Senti i cinesi in strada e in ogni posto che caricano la gola per lanciare degli sputi pieni di catarro. Te lo fanno in taxi, nel palazzo, sul marciapiede...


Cosa c'è in Cina che in Italia manca?
  • I centri massaggi. Per 3 euro all'ora io li farei tutti i giorni;
  • I taxi alla portata della popolazione e metro funzionanti;
  • Molti cibi e verdure che noi non usiamo e a buon prezzo al ristorante;
  • La voglia di crescere, di creare e di lavorare che in Italia abbiamo perso.
Cosa c'è in Italia che in Cina manca?
  • Il pensiero e il giudizio critico;
  • la redistribuzione delle ricchezze;
  • diritti civili e politici;
  • diritti sindacali;
  • la creatività.
L'episodio più assurdo che ti è capitato?

Per ben due volte ho rischiato di avere seri problemi con la giustizia, per fortuna sono riuscito a farmi capire. La paura è stata tanta e non auguro a nessuno di farsi pure qualche giorno di carcere per accertamenti in Cina. Poi chissà cosa ti fanno firmare in cinese, bisogna mettere di mezzo pure il consolato.
Comunque l'episodio più assurso è stato quando sono andato in vacanza a Guilin con tre italiani per vedere le risaie e i fiumi della zona. Un viaggio stupendo....peccato che due ore prima che avevamo l'imbarco nell'aereo i miei amici hanno scordato i bagagli in taxi con i passaporti di tutti. Non potevamo prendere aereo e treno, senza passaporto non potevamo andare neppure in albergo, a Guilin non esisteva consolato italiano...

come diavolo tornavamo a Shanghai che sta dall'altra parte della Cina? Per farla breve: Eravamo completamente fottuti. Inizia il delirio, tutti che urlano...ad un certo punto però ci stanno dei cinesi che ci facevano il segno con le mani, come per dire OK! Passa il tempo...passa un'ora e arriva il taxi con i nostri bagagli. Incredibile. C'era un guardiano di un edificio che si era segnato sulla mano la targa del taxi e lo ha rintracciato. Assurdo!! A questa guardia delle sicurezza gli abbiamo regalato 10 euro. Lui non li voleva accettare...ma a noi ci ha regalato la felicità e con quei soldi si sarebbe levato parecchi sfizi. Era la cosa giusta. Tutti felici e contenti.

martedì 11 ottobre 2011

Copio e incollo ed il partito molisannita è fatto


Il Portale delle libertà puo vantare un network ampio, ognuno frutto di lavoro, pensiero libero. Uno del blog presenti nel nostro network è LEGA SANNITA DEMOCRATICA e il gruppo Facebook "Wiwa il Sannio Wiwa il molisannio" che sono state vittima di un vera e propria rapina di programma. Il partito politico chiamato Lega Sannita, con ai vertici Lorenzo Lommano, ha costituito un partito copiando il manifesto dei blog del nostro network. Che genialità vero?
Leggo un programma che è così bello, che lo faccio mio e ne faccio un partito.
Pare che il signor Lommano non abbia neppure chiesto permesso, collaborazione con lui e con il suo partito. Apparte il programma ci ha ignorati. Per questo il network del Portale delle Libertà non è rimasto contento ad un partito che portava avanti le sue idee. Non aspettavamo altro che un politico portasse avanti le idee del MOLISANNIO, ma fatto in questo modo non può che farci pensare all'ennesimo approfittatore. Il MOLISANNIO è IL FUTURO DELLA NOSTRA REGIONE! Wiwa il Sannio Wiwa il Molisannio

martedì 4 ottobre 2011

Scappo, mi riposo e riparto verso l'infinito


Spesso scappare dai problemi non è altro che un modo scappare da noi stessi e dai nostri pensieri, che prima o poi ci riaffiorano. Affrontare le proprie emozioni e sentimenti, se negativi, causano dolore. Come tutti i dolori si cerca di cacciarli via. Il farmaco giusto per un sentimento non esiste e allora inizia una interminabile guerra con se stesso e cercare la soluzione migliore. Si esce in giro, si fa sport, si beve, si fa un viaggio, si conosce altra gente...ci si intrattiene. Si fa di tutto pur di alienarsi da pensieri, colpe, ricordi e speranze. I risultati possono essere positivi ma i conti con noi stessi arriveranno. Prima o poi dobbiamo rilassarci su un letto, su una campagna, in spiaggia...il dolore ci perseguiterà. Allora ci si rialza e ci si trova un altro interesse, ci si riattiva, nuove passioni, si cercano altri sentimenti... si corre e si corre ancora cercando questa dannata felicità. La felicità è l'obiettivo primario di ogni essere, essa non ha un limite, e quando l'abbiamo raggiunta essa non ci basta più, abbiamo bisogno di altro. Si corre ancora, si cercano nuove opportunità, nuovi momenti.
Conviene fare tutto questo? Conviene scappare sapendo che dobbiamo fare i conti con noi stessi?Conviene inseguire una cosa che in fin dei conti non arriverà mai?
Il vero successo non sta nel mettere i piedi per terra, essere responsabili e affrontare tutto e subito, in certi casi accontentarsi e non aspirare, trovarsi un semplice percorso comune e condiviso con una amata basato sull'amore vero. Quest'amore per avere reali piedi per terra deve essere basato su dei principi forti. Ci vuole fede nell'amore. Ci vuole conversione. Nell'amore di coppia ma anche nell'amore fraterno. Altrimenti alla prima pecca si distrugge tutto...e si rinizia a scappare e distruggere la vita di altre persone.

venerdì 11 marzo 2011

Fine dell'amore

C'era un innamorato che amava senza speranza. Si ritirò del tutto nella propria anima e gli parve che il fuoco d'amore l'avrebbe consumato. Perdette il mondo, non vedeva più il cielo azzurro e il verde bosco, il torrente per lui non frusciava, l'arpa per lui non suonava, tutto era sprofondato e lui era caduto in miseria. Ma il suo amore cresceva e lui avrebbe preferito morire e rovinarsi piuttosto che rinunciare al possesso della bella donna che amava. Sentì allora che il suo amore avrebbe bruciato in lui ogni altra cosa, e l'amore divenne potente e tirò e tirò, e la bella donna dovette obbedire, venne, e lui era lì a braccia aperte per attirarla a sé. Ma quando gli fu davanti si era del tutto trasformata, e con un brivido egli sentì che aveva attirato a sé tutto il mondo perduto. Era davanti a lui e gli si arrendeva, cielo e bosco e torrente, tutto gli veniva in contro in nuovi colori, fresco e splendido, gli apparteneva, parlava il suo linguaggio. E invece di conquistare soltanto una donna egli aveva tra le braccia il mondo intero, e ogni stella del cielo ardeva in lui e scintillava voluttà nella sua anima. – Aveva amato e amando aveva trovato se stesso. Ma i più amano per perdersi " (Hermann Hesse)

giovedì 26 agosto 2010

NUOVE OPPORTUNITA' PER I GIOVANI: PERCHE' NON CHIEDI ALL'AMICO DI PAPA'?

Alcuni dati dicono che l’Italia è al ventunesimo Paese al mondo dove si vive meglio. Il fattore penalizzante è la mancanza di opportunità. Da buon ragazzo di provincia mi verrebbe da dire: << Però il nostro è Paese dove si mangia meglio al mondo!>>. Basta aprire meglio gli occhi, cercare di uscire dalla comune mediocrità per capire che il mangiare è soggettivo e che non rappresenta un elemento rilevante di un buon vivere. La mancanza di opportunità è sintomo di un Paese bloccato, stagnante e senza prospettive. La questione è grave, non va trascurata. Senza opportunità viene a mancare il futuro. E’ come vedere un cane triste perché non riesce a mordersi la coda. I cani siamo noi giovani e le code rappresentano gli obiettivi che non riusciamo a raggiungere.
La nostra generazione è generalmente abituata ad un decente stile di vita, a volte viziata e non abituata al sacrificio. Bene o male, nessuno ha patito gli sforzi dei nostri genitori o comunque dei nostri nonni. I tempi erano diversi certo. Dopo la seconda guerra mondiale, negli anni 60 soprattutto c’èra voglia di crescere, di risorgere e di fare salti sociali. C’erano opportunità da sfruttare, si metteva tutto in campo e c’era voglia di lavorare motivati. Da qualche anno invece è tutto cambiato. La nostra economia non cresce più, aumenta la disoccupazione, il welfare state rischia di saltare e il nostro Paese ha un debito pubblico esorbitante. A livello finanziario il nostro è un Paese a rischio. I tassi d’interesse delle obbligazioni statali continuano ad aumentare a causa di aumento di rischio e quindi il nostro debito continuerà a crescere. Serviverebbe un rinnovo della macchina burocratica e dei servizi statali al fine di rientrare nella spesa. Purtoppo lo Stato ha sperperato troppo e ne è testimonianza il non ritorno economico. Il nostro è un Paese paralizzato. Ogni governo preferisce evitare riforme drastiche, non si può licenziare nessuno, non si possono toccare le pensioni…sostanzialmente non si riesce a rinnovare niente. Siamo in coma. Un mio professore di marketing aziendale mi ha insegnato: << In azienda, e anche nella vita, bisogna prevedere e risolvere i problemi prima che siano difficili. Prendi il difficile quando è facile!>>. Come dargli torto?

Ogni giovane cercando di guardare al suo futuro…cosa può trovarsi di concreto davanti? Chi entra in una mentalità clientelare, che io non esito a definire una “mafia inconsapevole“, un futuro ce l’ha. Ma chi non vuole piegarsi, che ha voglia di creare qualcosa e che punta tutto sulle sue qualità, che fa? Eccezioni a parte, un giovane davanti a se non trova nulla. Non c’è meritocrazia che abbia spazio tale da soddisfarne la domanda.
Da giovane che sono, sono circondato da coetanei demotivati, tristi e senza aspirazioni. Personalmente confesso che da poco mi hanno soffiato praticamente davanti agli occhi un posto di lavoro a tempo indeterminato a causa di raccomandazioni politiche. Ero il selezionato prima che subentrasse un potere esterno che decidesse chi era il più adatto a quel lavoro. Finalmente posso ammettere amaramente di essere un inculato del sistema.
La speranza non la voglio perdere di certo però ammetto di essere scoraggiato e con un arma in meno. Consapevole che il nostro Paese andrà in recessione, che gli assetti geopolitici stanno cambiando, che avrò difficoltà nell’appagarmi professionalmente tramite canali meritocratici e che probabilmente non crescerò i miei figli con lo stesso tenore di vita che i miei genitori hanno garantito a me, mi demotiva. Ci proverò comunque a cavarmela per quello che mi è possibile ma giuro che farei di tutto perché questo sistema malato cambi. Le rivoluzioni culturali non si fanno da soli. E’ la maggioranza che si deve organizzare ma il sistema elettorale e l’informazione non sono affatto incentivanti. La storia del cane che si morde la coda si continua a ripetere e ripetere…ma i cani sono cani, noi siamo umani, razionali e alquanto coglioni.

lunedì 5 aprile 2010

Prima mi rialzo e poi collasso




OGGI VIVIAMO AL DI SOPRA DELLE NOSTRE POSSIBILITA' MENTRE IN ALTRI CONTINENTI (CINA , BRASILE, INDIA AFRICA ECC ECC) LA CLASSE BORGHESE SI STA CREANDO E STA OTTENENDO QUELLO CHE I NOSTRI PADRI OTTENEVANO NEGLI ANNI 60.Negli anni 60 le aspettative economiche erano di crescita. Tutto procedeva velocemente, si stava creando il ceto medio, la popolazione era entusiasta e lavorava con forza e vigore.

ERA IN ATTO UN CICLO VIRTUOSO. Si viveva di speranza di miglioramento. Si costruivano i sogni e si riusciva a realizzarli, anche perchè si partiva da una situazione di povertà.

SI VIVEVA FELICI PERCHE' SI MIGLIORAVA!!!

Oggi invece, pur vivendo negli agi, molto di piu' di allora, siamo TRISTI, DEMOTIVATI E FRUSTRATI, CON L'ANGOSCIA DI PERDERE QUELLO CHE ABBIAMO, DI NON POTERCI PERMETTERE QUELLO CHE PRIMA AVEVAMO.

Altre popolazioni crescono mentre noi ci impoveriamo. I nostri risparmi sono investiti in titoli del debito CHE SONO DESTINATI O A PERDERE VALORE O AD ANDARE VERSO IL DEFAULT.

Nuova ricchezza non riusciamo piu' a crearne, anche perchè il debito che ci circonda ci avvolge in una morsa mortale.

La disfatta e il collasso è garantito che ci sarà, su questo ormai non ci sono piu' dubbi.
La terra vive, è un essere umano, quando sta male scatena terremoti, quando è felice fa crescere foreste, quando gli togli tanto sangue (petrolio) crea tsunami.
Siccome diminuire lo stile di vita, quando si ha la possibilità di aumentarla è impossibile; l'uomo ha deciso di proseguire, voltando le spalle a chi non ce la fa piu', voltando le spalle ai numeri, ai dati, alla realtà, vivendo la giornata, cercando di portare a casa il piu' possibile.

Soldi stampati, debiti stellari, mancanza di regole, povertà a livelli biblici, mercato del lavoro ancora sui minimi del 2008-2009, commodities esplose in una bolla giustificata dall'armata cinese ed indiana (in totale 3.000.000.000 di abitanti, ovvero la metà della popolazione)
Un popolo freddo, peggio ancora degli americani, speculatore, avido e senza pietà.
Oltre che sul loro territorio, si sono ramificati ovunque, trovi un cinese da Dubai a Porto Escondido, dalle Maldive alla Patagonia, dall'Italia all'Islanda.
E' la globalizzazione.
Ovvero io mi tengo la moneta che non vale una cippa rispetto alle altre, lavoro per tutti (lavorano solo loro) e porto il mio Pil a doppia cifra.
Ho una popolazione spaventosa e l'unico fesso che poteva farmi ragionare, lo tengo per i testicoli perchè gli sostengo il debito (ovvero gli USA).
Se nel 29 in USA toccarono il 50% della disoccupazione questa volta ci andranno vicini.
Nei mercati finanziari pare che ci sarà un tialzo epocale, una bolla prima del defoult.
Visto che la borsa è salita di un 100%, dopo una bolla short inspiegabile (bastava guardare il p/e di alcune aziende per capire su che pianeta vivevi), ora i prezzi sono stabili. Ovvero da qui si potrebbe ripartire con un bull sano...invece no.
Gli americanoni sveglioni non possono permettersi anni, devono fare i trilioni privati subito, quindi...utili alla veloce, dati migliori alla veloce, soldi a fiumi e liquidità spaventosa.
Le aste dei titoli di stato USA vanno deserte...e il 31 marzo 2010 la FED ha smesso di comprare al governo USA i titoli di stato (ricordo che la FED ha un 10% del debito americano, pari a circa 1,4 trillion dollar)
Ora...se prima comprava solo la FED ora chi comprerà i titoli di stato USA?
Semplice...nessuno.
Stiamo cercando di spacciare una poesia del Leopardi per una scritta da Jovanotti...
Nessuno sa del futuro, ma i dati sono questi e la situazione (a parte Cina e India e Brasile) è nera.
Wally comanda, e appena deciderà si partirà a razzo, per il rialzo senza senso.
Pensate a quello del 2000, saliva tutto del 30% ogni giorno, tutti compravano e tutto saliva, gli shorters si coprivano e i titoli decollavano...
poi da 5000 di nasdaq a 1200...in nemmeno un anno.
Sarà la stessa cosa, si salirà perchè i soldi stampati a leva sono ancora da posizionare, salirà il petrolio sopra ai 100 $ ...

cosa fare? beh non c'è da fare nulla. Ormai è tutto innescato, in Italia poi sarà catastrofe. Solo a marzo la cassa integrazione è salita del 30%, siamo a +333% in un anno. Falliementi e pignoramenti aumentano e le imprese cinesi dilagano a macchia d'olio, +131% in un anno solo in Lombardia e Veneto.
La globalizzazione. Se ti opponi sei comunista, razzista e fascista, quindi non puoi opporti, ma quando il tappo sarà stappato razzista o no, la fame si farà sentire nel pancino di tutti.
Politici con età media di 60 anni, decotti e stracotti, con idee reciclate e decotte...pensioni da 50.000 € al mese...

Giovani con idee, senza futuro, senza impiego, senza voglia, senza possibilità.
Attenzione! non scrivo questo perchè mi interessa salvare o sponsorizzare o mi interessi, a me non interessa nulla se i cassa integrati aumentano o no, dico solo la realtà dei fatti e spero davvero di sbaglarmi.
Avete fatto caso che non sentite piu' al tg dei barconi con clandestini, quindi non arrivano piu'? sono finiti? nemmeno per sogno, arrivano tutti i giorni e sono in aumento. Sud Americani, Asiatici, Africani, est europa.L'india ha 1.000.000 di ricchi e 1.000.000.000 di poveri.
Il futuro è questo, far sparire il ceto medio, avendo così ricchi che gestiscono tutto (politica, stato, aziende, tasse ecc.) e poveri, con l'unico pensiero di sopravvivere.

PROVOCAZIONE:
davvero credete nell'integrazione sociale, nel ritorno all'utile delle aziende, del miglioramento della disoccupazione, del miglioramento del Pil italiano, nelle tasse piu' basse, nell'aumento delle buste paga, nei servizi migliori?

se ci credete rispondetemi e spiegatemi...sono disposto a pagare bene.

martedì 23 marzo 2010

Vento di rivoluzione in Grecia…

Il Corriere della Sera pubblica in home page una bella foto che ritrae alcuni manifestanti travestiti da maialini. Che carini! Che bella manifestazione, di quelle colorate, pacifiche e coi tamburelli che piacciono tanto ai governi...

La situazione è molto diversa dalle carnevalate per le strade. La Grecia è sull'orlo della rivoluzione, tutti i servizi (dagli aeroporti alle scuole ai supermercati) sono chiusi fino a nuovo ordine, e l'intera cittadinanza è in piazza contro le manovre governative per "il debito". Si vocifera persino che i poliziotti passino dalla parte dei manifestanti, cosa logica in una situazione del genere.

Lo sciopero generale in Grecia con i durissimi scontri avvenuti tra manifestanti e polizia potrebbe essere il preludio ad un’ondata di venti rivoluzionari che potrebbero soffiare in tutta l’Europa Meridionale. Non è la trama di un filmetto catastrofista ma un possibile, neanche troppo remoto, epilogo dettato dall’incapacità di Governi come quello Greco, Spagnolo e Italiano di fronteggiare la crisi e tutelare le classi più deboli.

La situazione economica in Grecia è estremamente dura come del resto lo è anche in Spagna dove il numero dei disoccupati ha superato i 5 milioni. Anche l’Italia è in condizioni preoccupanti con più di 2 milioni di disoccupati ed un debito pubblico impressionante, oserei dire spaventoso.
Purtroppo quando, in una fase di enormi difficoltà economiche, la politica e le istituzioni non riescono a mettersi in sintonia con le necessità del popolo ed anzi addirittura i rappresenti del popolo si preoccupano unicamente di mantenere i propri privilegi se non di aumentarli, come avvenuto in Grecia ed in Italia, si presenta la possibilità che persone oneste, giovani studenti e bravi padri di famiglia, esasperati dopo quasi due anni di gravi ristrettezze, possano trasformarsi in pericolose mine vaganti, capaci di compiere qualsiasi reato. In una tale situazione basta un leader carismatico e la situazione può precipitare in una vera e propria rivoluzione.

La cosa è già avvenuta in passato in molteplici aree del Globo, con conseguenze spesso catastrofiche, e può avvenire in qualsiasi momento. Quando un individuo non ha più nulla da perdere e si trova nell’impossibilità di provvedere al sostentamento della propria famiglia, può reagire in maniera del tutto imprevedibile e può compiere gesti del tutto impensabili in una situazione normale.

È qui che la politica deve sapersi fermare ad ascoltare le necessità del popolo. Prima che sia troppo tardi e si spezzi del tutto la coesione sociale.
I manifestanti greci hanno preso d’assalto alcuni esercizi commerciali ma soprattutto hanno tentato di scagliarsi contro le banche. Ciò è avvenuto poiché lo Stato non ha punito in modo esemplare i banchieri ed i manager di alto livello, che hanno derubato con pratiche scorrette i cittadini greci.

Lo Stato deve essere presente, deve incarcerare i malfattori siano essi ricchissimi banchieri o criminali da quattro soldi. E soprattutto lo Stato deve provvedere con un adeguato welfare-state, soprattutto nei momenti economicamente sfavorevoli come l’attuale.

Se i cittadini si sentono abbandonati, come purtroppo inizia ad avvenire nell’Europa Meridionale, possono iniziare a credere di doversi fare giustizia da soli. Questo è l’inizio della guerra civile.

domenica 21 marzo 2010

Inaugurazione rubrica Economia & Finanza


Sostenuto dalla convinzione che la politica sia mossa quasi esclusivamente da interessi economici, inaugurerò su questo blog una rubrica denominata Economia & Finanza. Non si può parlare di politica tralasciando il ritorno economico che c'è dietro e non si può parlare di scelta politica senza valutare l'impatto economico. Da due anni mi sono appassionato di finanza e di investimenti e ciò mi ha prermesso di comprendere dinamiche che la coscienza mi impedisce di farle tacere. Questo blog è stato trascurato nell'ultimo periodo perchè ritenuto impotente nei confronti dei mezzi mediatici controllati, incapace di sensibilizzare le persone e a causa di carenza volontà informativa e culturale del popolo di internet. Il blog è stato anche messo da parte dai motori di ricerca di Google perchè c'è un sito potente con lo stesso nome "PORTALE DELLE LIBERTA'", dalla prima pagina di ricerca siamo finiti alla quinta e nel mezzo c'erano siti del tutto inappropriati. Disse Giovanni Agnelli: "controllare l'informazione è controllare il potere". Tutto questo è evidente e nel mio piccolo, se avrò almeno un solo elettore che apprezzi l'operato, o che critichi aumentando il dibattito, mi sarà da incentivo a continuare.
Un saluto a tutti

lunedì 7 dicembre 2009

Democrazia controllata e il culto della parsonalità in Italia

Di tanto in tanto capita di ascoltare, se lo vogliamo, di crisi del sistema democratico e di culto della personalità nel nostro Paese. Dai paesi occidentali piovono critiche sul nostro paese e le risposte date dai nostri politici non mi soddisfano. Si risponde con la classica frase << sono accuse delle stampa di sinistra…i soliti comunisti…l’opposizione>>,oppure, <>. Ogni questione viene rigettata al mittente con un’accusa. Dovrei essere soddisfatto? No. Allora decido di affrontare oggettivamente la questione. Come? Pensando.

Pensare perché mio fratello e mia madre, quando provo a criticare Berlusconi e a manifestare il mio dissenso non mi credono. Una cosa sono le idee, opinabili e giusto che lo siano, altro sono le testimonianze fondate. Di fronte ad un dato di fatto non possono esservi idee trasversali. Beh! Di fronte ad una e più certezze dette da un figlio ad una madre, ha vinto il “culto della personalità”. Come è possibile? Ha vinto Berlusconi che grazie alla sua personalità è riuscito ad infondere certezze tali da essere maggiori di quelle date da me a mia madre e mio fratello. Dovrei essere soddisfatto? No. Allora decido di affrontare oggettivamente la questione. Come? Pensando.

Pensare perché ormai pensare è diventata opposizione. Non si può pensare perché vieni accusato, conviene non pensare proprio o vieni bollato. Ma è una democrazia o no? Io penso ma non mi sento affatto far parte dell’opposizione. Proprio io? Uno orientato sempre a destra come me! Una destra moderna e liberale. Nel nostro paese c’è una vera crisi del sistema democratico e non ce ne vogliamo accorgere. Non ci vogliamo pensare. Si scappa sempre, i ritmi sono veloci, l’informazione si apprende a suon di spot e scappiamo via al prossimo impegno dando tutto per certo. Nel frattempo dal fronte politico, mediatico, pubblicitario piovono messaggi, notizie in larga parte finalizzata al controllo dei nostri pensieri. E così accade che c’è gente che crede nella persona, vi è un vero e proprio culto della personalità.

Il termine culto della personalità si riferisce, generalmente in senso denigratorio, all'adulazione di un singolo leader vivente, prevalentemente in ambito politico. Intorno a Berlusconi viene coltivato un culto della personalità che richiama le pratiche di alcuni regimi totalitari. Lui ha un alto concetto di sé. L'estate scorsa si vantava per la propria “grandezza”; le sue “potenze umane” sarebbero incontestabili: non ci sarebbero sulla scena internazionale altre personalità politiche alla sua altezza. In Italia, con l’abbandono delle ideologie politiche, l’indebolimento dell’appartenenza politica e di un senso politico,con il bipolarismo, con le sentenze penali arbitrarie e con un sistema elettorale senza preferenza del candidato, ha intrapreso la strada per una democrazia viziata che si può definire controllata. E’ sbagliato a mio avviso quando qualcuno afferma che l’Italia e sotto una dittatura democratica. Non scherziamo. E’ sempre democratica, ma è un nuovo tipo di democrazia, una democrazia che la nostra breve storia democratica non ha mai conosciuto.

E’ un paese trasformato che deve affrontare nuove sfide, una nuova etica che chissà dove ci condurrà. La studio dell’attuale democrazia italiana richiede molte riflessioni ed è difficile farne un’analisi quindi mi limiterò a definirla viziata e sotto controllo di mani forti. Queste mani sono forti e lunghe ed hanno i guanti che le proteggono da un’eventuale stretta di mano con esponenti mafiosi.

Un elemento rassicurante è che che secondo wikipedia il culto della personalità può collassare molto rapidamente dopo l'estromissione o la morte del capo. Se così fosse piomberemo mica nel caos?

sabato 13 giugno 2009

Uno studente campobassano a confronto con Gheddafi


(tratto da OGGI NUOVO MOLISE)

13/06/2009 10:46

Il riconoscimento per i suoi studi sui rapporti italo-libici

Un importante riconoscimento per uno studente corregionale.
Il campobassano Nicola Santoro è stato premiato giovedì scorso dall'università di Roma. Ad essere 'lodati' i suoi studi di relazioni internazionali inerenti i rapporti italo-libici, i quali gli hanno permesso di incontrare personalemente il leader libico Muhammar Gheddafi.
Laureatosi in Scienze politiche e Relazioni internazionali con la tesi su "I rapporti italo-libici dall'indipendenza della Libia ad oggi" e col relatore di origini molisane Francesco D'Ovidio Lefebvre, Nicola Santoro ha ricevuto la dedica del Colonnello libico sulla propria tesi: .
Proprio il rettore de , Luigi Frati, alla luce degli interessanti lavori di Santoro, aveva manifestato la volontà che lo studente presentasse la sua tesi a Gheddafi.
.
Di fronte alla platea di docenti e studenti radunata nell'aula magna de il leader libico Muhammar Gheddafi tra i tanti discorsi, ha affrontato anche quello del terrorismo sottolineando una 'difesa' alla causa palestinese.
La premiazione del campobassano Nicola Santoro è stato un premio importante per l'impegno dimostrato dallo studente.
Un riconoscimento meritato per il giovane studente campobassano e che rimarrà impresso nei ricordi dello stesso Santoro e sulla sua tesi di laurea.

LA STESSA NOTIZIA è PRESENTE SU ALTRI QUOTIDIANI:
- http://www.molisenotizie.it/articolo.php?id=26930
- http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=19602&goback_link=index.php

lunedì 1 giugno 2009

IN ITALIA NON SERVE LA CLASS ACTION: vogliamo mica mandare all'aria il sistema?




La class action in Italia non s'ha da fare, se ne parla a luglio 2009 (forse)

Slitta di altri mesi l'entrata in vigore della class action. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri. La norma per le azioni collettive doveva partire il prossimo 1° gennaio, così invece partirà (il forse è d'obbligo) a giugno. Lo slittamento è contenuto nel decreto "milleproroghe". Guardate un pò, ogni volta che c'è una spina nel fianco, la si presenta in parlamento in sedute estive. Giusto, quando la gente è in vacanza o quando sono in ballo i mezzi di informazione su cose futili (es i gossip), in parlamento si approvano cose serie.


Adusbef e Federconsumatori: è una vergogna!

Non si fanno attendere le reazioni delle associazioni dei consumatori: "Vergogna!", "Siamo indignati!" i primi commenti.
"Questa legge, approvata durante la precedente legislatura, è stata prima rimandata dal Governo Berlusconi, con l’obiettivo di migliorarla; oggi, dopo aver peggiorato la legge eliminando la retroattività, viene ulteriormente rinviata di altri 6 mesi", spiegano. E la conclusione è evidente: "Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l’azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat, ecc. E vogliono rimandare il più possibile l’attuazione della legge stessa, a discapito di tutti i cittadini".
La Class Action, concludono Adusbef e Federconsumatori, per le Associazioni non rappresenta l’occasione per regolamenti di conti ed attacchi indiscriminati alle imprese, ma doveva e dovrà essere un forte deterrente contro truffe e raggiri da parte delle imprese, e un forte incentivo per un funzionamento del mercato trasparente ed efficace.
Il rinvio dell’entrata in vigore della class action è il segno di un Paese in profonda crisi che intende restare in serie B. Gli italiani sono stati privati di un fondamentale strumento di tutela dei loro diritti e dei loro interessi, mentre le aziende disoneste riescono ancora a farla franca. Eliminando la retroattività, così da evitare che gli ultimi grandi scandali nei confronti dei risparmiatori e consumatori, come Cirio e Parmalat, possano essere oggetto di giudizio; eliminando la promessa estensione dell’azione di classe alla PA e alle concessionarie di servizi pubblici.
La class-action è uno strumento essenziale per la difesa dei diritti dei consumatori dai raggiri delle imprese che adottano comportamenti commerciali scorretti e per garantire un mercato sano e concorrenziale.

A noi italiani piace tanto il modello americano per quanto riguarda gli interessi politici e industriali ma quando si parla invece di tutela dei consumatori, risparmiatori e fasce deboli, ci scordiamo il "liberale" che è noi.

sabato 31 gennaio 2009

Il Portale delle Libertà diventerà muto.

Il Portale delle Libertà diventerà muto. Non ha più la forza, la fiducia e la speranza di poter vedere l'Italia cambiata. Inizialmente questo blog era una tavola rotonda, si aprivanio dibattiti, vi si postavano articoli redatti con diverse mani, e soprattutto si lottava per una corretta infomazione. Con il passare del tempo il progetto è passata la voglia di scrivere anche al Direttore Sanmolis, cioè io. Da adesso parlerò a titolo personale. Ho 24 anni, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, una ardende e passata attività politica. Ho iniziato la politica schierandomi con un leader che reputavo tutto l'opposto di quello che poi si è dimostrato. Ho iniziato studi politici e fondato un movimento giovanile sperando di poter contribuire in un gradioso progetto di rinnovamento politico, culturale ed economico. Spero con il cuore di cambiare opinone ma penso che una reltà migliore non sia possibile, almeno in Italia. Cercherò di spiegarmi meglio, anche se difficile scrivere con imparzialità quando di mezzo c'è qualcosa di personale e scritte con il cuore.
L'Italia e Paese nato sulla menzogna e sull'opportunismo. Dal Risorgimento si è cercato di evitare il dibattito sui nostri padri fondatori e sulla loro attività. Ancora oggi si boicottano tesi revisioniste sull'unificazione Italiana. Non soffermandomi nel dettaglio delle ragioni storiche mi limito a sottolineare piccoli e schiette affermazioni.
L'Italia e stata costituita per volontò massonica,
Garibaldi era un ladrone e stupratore, la spedizione dei mille fu una autentica bufalata e i comandanti dell'esercito borbonico si fecero corrombere.
Nel sud Italia si stava economicamente meglio sotto i borboni
I briganti sono stati dei veri patrioti, valorosi, non rinunciarono mai a smettere di combattere perchè i borboni non avevano sciolto il giuramento di fedeltà.
Non si parla dello sterminio per eliminare il brigantggio.
Cavour, giudato da logiche massoniche più grandi di lui, rubò le migliori risorse del sud per portarle al nord Italia, più vicine all'Europa. E iniziò la povertà del Sud Italia.
Del fascismo si prefersce non fare chiarezza.
Lo stesso discorso vale per la strage di Bologna, Brigate Rosse, Aldo Moro ecc.
Tornando alla realtà attuale, credo che con Falcone e Borselleino, sia morta anche la giustizia, l'informazione e i principi cardini del sistema democratico. L'Italia è al 156° posto su 186 Paesi per l'efficienza giudiziaria. Viene dopo l'Angola, Guinea, Sri Lanka... e invece di migliorarla, la politica pensa alle intercettzioni telefoniche e altri metodi per incentivare il silenzio. La televisione nzionale è monopolizzata e lo sviluppo della rete internet ostacolata. Dovesse farci male troppa informazione.

A proposito di silenzi omertosi, anzi mafiosi: il 27 gennaio la Camera ha bocciato la mozione dell’opposizione Pd-Idv-Udc che chiedeva gentilmente al governo di “invitare alle dimissioni il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino”, Pdl, accusato da sei pentiti del clan dei Casalesi (come ha rivelato una lunga inchiesta dell’Espresso) e indagato per camorra dalla Dda di Napoli, in quanto “lede gravemente non solo il prestigio del governo, ma anche la dignità del Paese”. La mozione era firmata dai capigruppo del Pd Antonello Soro, dell’Idv Massimo Donadi e dell’Udc Michele Vietti, oltreché dagli on. Sereni, Bressa, Ciriello e Garavini. Quest’ultima, una maestra elementare eletta con gl’italiani all’estero e dunque ignara di cose di mafia, ha illustrato la mozione in aula. Purtroppo però le astensioni e le assenze nelle file del Pd han superato quelle del Pdl e salvato l’ottimo Cosentino.

Mozione respinta con 236 no (Pdl più Lega), 138 sì e 33 astensioni. Decisivi dunque i 26 astenuti Pd (fra i quali Cuperlo, Madia e i radicali), i 47 Pd usciti dall’aula perlopiù solo per quella votazione e poi subito rientrati (compresi Enrico Letta, il ministro molto ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia e perfino Marina Sereni, firmataria della mozione stessa), i 22 Pd assenti ingiustificati (compresi D’Alema, Gentiloni e Veltroni, che sull’Espresso aveva chiesto le dimissioni di Cosentino) e i 2 Pd addirittura contrari (fra cui il tesoriere Ds Ugo Sposetti).

Il Parlamento è composto da 18 condannati in via definitiva e tanti altri invece la fanno franca con il bastone del potere. I più recenti in ordine temporale, e citati solo per nome per evitare citzioni giudiziarie:
Totò è i suoi cannoli siciliani;
Franesco, Piero, Massimo, Walter e la grandione unione democratica;
Silvio l'intercettato;
Adolfo nel film intitolato "un'amicizia per caso";
Tonino nel ruolo del padre del film "piccola peste" ;

Queste sono solo alcune delle motivazioni per cui sono sfiducioso del futuro del mio Paese. La cronaca gionaliera ne è una conferma. Appensare al fatto che a 24 la penso così, dopo aver creduto e combattuto per un migliore, corretto sistema democrtico mi rattrista. La mia generazione è sempre meno legata ai valori, e senza di essi non si può avere nessuna aspettativa. Mi auguro che al più presto possa cambiare le mio opinioni e continuare a scrivere con ardente persevernza su questo blog.
Spero che questo articolo non lo legga mai mio fratello, in Aghanistan a combattere per il nostro Paese, portando in alto sempre la bandiera nel cuore, sarebbe una grande dispiacere. Questa bandiera io la porto sempre nel cuore, ma purtroppo quest'ultimo non batte più.

martedì 6 gennaio 2009

Interessi della guerra tra Israele e Palestina


Basta, fermatevi: Papa Benedetto XVI ha implorato Israele ed Hamas di porre "immediata fine" al "tragico" conflitto nella Striscia di Gaza, ed ha chiesto "giustizia e pace" per la Terra Santa. Mi dispiace per il Santo Padre e per la pace ma a volte delle persone preferiscono il conflitto. In Israele serve un conflitto. Non vorrei entrare in merito delle ragioni dell'uno e dell'altro, dato che se ne parla e riparla, ma comprendere gli interessi di una guerra permanente.
Non tutto ciò che si vede è in effetti quello che si vede. Questo assunto, valido in molte circostanze della vita, è più che mai attuale nella crisi tra Hamas e Israele. Dietro la guerra, perché di vera e propria guerra trattasi, tra il movimento islamico e Gerusalemme ci sono ben altri interessi politici di quelli dichiarati, ma soprattutto è una guerra che mette a confronto indirettamente due potenze regionali: l'Iran e Israele.
no gli interessi internazionali a pesare maggiormente su quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza. Innanzi tutto c'è il confronto a distanza tra Israele e Iran, con quest'ultima che negli ultimi mesi ha cercato in tutti i modi di infiltrarsi all'interno di Hamas riuscendoci solo in parte per l'opposizione trovata proprio a Gaza dove Mahmud Zahar, un nome poco famoso ai più ma certamente l'uomo più potente all'interno della Striscia, si è sempre opposto ad una alleanza strategica con gli sciiti. A dire il vero anche il capo dell'Ufficio Politico di Hamas, Khaled Meshal, non ha mai visto di buon occhio l'aiuto offerto dai Mullah, ma è sempre stato possibilista almeno per una alleanza temporanea. Diverso invece il discorso per la parte più estremista del Movimento Islamico, quella che per intenderci forma una piccola galassia di groppuscoli che fanno capo alle Brigate Ezzedin al Qassam, la parte militare di Hamas, da sempre convinti che ogni mezzo è buono per raggiungere l'obbiettivo finale, cioè la distruzione di Israele, anche una alleanza con gli sciiti.

Se questa alleanza non si è - almeno per il momento - concretizzata, lo si deve probabilmente all'intervento dello sceicco saudita Safar al Hawali, eminente ideologo di al-Qaeda e amico personale di Osama Bin Laden, il quale, per non consegnare Hamas ai Mullah, da diversi mesi si sta dando un gran da fare per raccogliere fondi e armi per Hamas in tutti i Paesi arabi anche se con risultati non eclatanti. Perché dico “almeno per il momento”? Perché l'attacco israeliano e gli scarsi risultati ottenuti dalla campagna pro-Hamas di Safar al Hawali hanno improvvisamente spostato l'ago della bilancia verso l'Iran, certamente in possesso di maggiori mezzi per far arrivare denaro ma soprattutto armi ad Hamas. C'è poi da considerare che Teheran è già presente, con gli Hezbollah libanesi, ai confini con Israele e non aspettava che il momento buono per portare anche Hamas dalla sua parte.

Quello che a Gerusalemme non è stato purtroppo capito è che con un attacco di tale portata contro la Striscia di Gaza, paradossalmente si rischia di rafforzare pericolosamente proprio il nemico più pericoloso, l'Iran, la quale da molto tempo cercava di chiudere il cerchio di ferro attorno allo Stato ebraico. Israele ha quindi di fatto indebolito il fronte moderato dei Paesi arabi - Egitto in prima fila – e rafforzato il già crescente potere dei Mullah nella regione mediorientale. Un incubo proprio per i Paesi arabi.

Ecco perché Gerusalemme rifiuta qualsiasi ipotesi di tregua, arrivati a questo punto Israele non può fare altro che continuare le operazioni nella Striscia di Gaza, se si fermasse ora senza aver distrutto Hamas il danno politico e strategico sarebbe immenso. Quasi certamente tutto questo è stato previsto e pianificato da mesi (come lo stesso Olmert ha confermato) proprio in configurazione anti-iraniana, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, che in questo caso è un mare di sangue innocente, un mare di sangue che sta facendo mobilitare le masse arabe persino contro i loro stessi Governi, accusati di immobilità e addirittura di tradimento della causa araba, e rende Israele invisa alle popolazioni occidentali che hanno di fronte agli occhi il terribile scempio di Gaza e i tanti morti innocenti.

Un fatto è certo, la guerra tra Hamas e Israele ha motivazioni molto più grandi di quelle dichiarate da Gerusalemme, motivazioni che come sempre prevedono il sacrificio di innumerevoli vite palestinesi, storicamente considerati carne da macello per gli interessi di tutti, arabi, israeliani e adesso iraniani.

Il Prof. Ismael Hossein-Zadeh, riporta nel suo articolo in calce, Behind the Plan to Bomb Iran, 'Dietro i piani del bombardamento in Libano', la seguente considerazione:
'Le linee guida dietro ai piani di guerra dei 'neocons' americani non devono essere cercate nel grande discorso della difesa della democrazia o degli interessi nazionali ma negli interessi particolari e nefandi, camuffati attentamente dietro la denominazione di interessi nazionali. Questi interessi speciali sono affari lucrosi e dividendi stratosferici provenienti dalla guerra e dal militarismo. Essi includono sia gli interessi economici (famosi come alleanza militare-industriale) sia gli interessi geopolitici (associati fortemente ai gruppi Sionisti che programmano il "Grande Israele" nel Medio Oriente, o lobby israeliane).
…Come i potenti beneficiari dei dividendi di guerra vedono la pace e la stabilità internazionale ostile ai propri affari ed interessi, così anche gli estremisti Sionisti proponenti la linea-dura del "Grande Israele" percepiscono la pace tra Israele ed i suoi vicini arabi pericolosissima per il controllo della "Terra promessa di Israele." La ragione di questa paura della pace è che, secondo un numero notevole di risoluzioni ONU, per pace si intenderebbe il ritorno di Israele ai confini pre-1967; ovvero, il loro allontanamento dalla West Bank e dalla striscia di Gaza.
Le strategie remote dell'alleanza USA-Israele, che da tempo, sin dall'11 settembre 2001, sta pianificando un progetto per un 'proprio Medio Oriente', come affermato da Condoleza Rice nel suo recente viaggio in Europa.


Proprio ieri, 5 gennaio, giunge notizia che gli Stati Uniti avrebbero intenzione di ostacolare qualsiasi iniziativa araba tesa a far assumere al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un ruolo nella crisi di Gaza. Lo hanno rivelato fonti dell'Onu, citate al quotidiano israeliano "Haaretz", secondo cui l'ambasciatore americano al Palazzo di Vetro, Zalmay Khalilzad, avrebbe ricevuto esplicite istruzioni dai suoi superiori al dipartimento di Stato per fare in modo che non passi la proposta del blocco arabo di assegnare al Consiglio di Sicurezza un ruolo di arbirto ufficiale della crisi. Queste rivelazioni arrivano mentre i ministri degli Esteri di alcuni Paesi arabi sono impegnati negli ultimi negoziati per mettere a punto una risoluzione per il cessate il fuoco, che vorrebbero portare al voto domani.

L'ONU è sempre meno credibile e queste affermazioni sottolineano l'incompatibilità del suo obiettivo di sempre: "La PACE". La pace si ottiene non si ottiene con la guerra, a volte è necessaria si, ma se si rifiuta il dialogo, specialmente con i paesi arabi, non ci sarà mai un segnale positivo. Questo lo sa bene sia l'ONU che gli americani che gli arabi. Se la proposta fatta dagli arabi era troppo unilaterale e negava i diritti di Israele, si faceva un compromesso, non la si rifiutava di punto e in bianco. Evidentemente la pace non serve subito. Si deve ottenere qualcosa e poi l'arrestarsi dell'avanzata di Israele potrebbe interpretarsi come una resa. Le trattative vanno avanti...ma i morti pure. Vale più la vita di una sola persona o del tempo per approfondimenti, tempo per far crescere il prezzo del petrolio e per la vendita di armi?
Prepariamoci ad assistere al peggioramento della situazione e, soprattutto, a vedere scorrere un mare di sangue innocente, israeliano e palestinese.

sabato 29 novembre 2008

Interessi occidentali in Congo: dagli americani agli alleati


Che il caso non esiste non è cosa nuova. Certo un caso non è la continua guerra in Congo. Certo non è una tipica e sola guerriglia africana. Analizzando meglio la questione ho scoperto subito qualcosa di interessante e ovvio. Vi è lo zampino dell'America e degli alleati, non è chiaro se pure del nostro Paese, ma sicuramente l'ENI sta facendo affari di rilievo anche in CONGO.
Vediamo di arrivarci, con un bel po di pazienza e attenzione.
Il 23 gennaio 2008, a Democracy Now, Amy Goodman con Maurice Carney e Nita Evele, hanno trattato l'argomento del (Democracy Now! Corporations Reaping Millions as Congo Suffers.)
Qui alcune delle considerazioni che si sono fatte:

1. Dal 2001 al 2003, le Nazioni Unite riferivano dello sfruttamento illegale delle risorse naturali del Congo.
Furono menzionate numerose società americane, comprese la Freeport-McMoRan e la Cabot Corporation.
L'ex direttore della Cabot Corporation è Samuel Bodman, attuale Segretario all'Energia nell'amministrazione Bush.
Il governo congolese ed il popolo congolese non beneficiano della ricchezza che viene estratta da gente come Freeport-McMoRan.
2. Dei primi ministri canadesi hanno collegamenti con l'industria mineraria in Congo. Joe Clark, Brian Mulroney e Jean Chretien hanno profittato del Congo.
3. In Congo, l'80% della popolazione vive con 30 centesimi o meno al giorno.
4. Secondo dei rapporti, il leader congolese Joseph Kabila nell'ottobe del 2007 è stato convocato a Washington dopo avere firmato un affare dal $5 miliardi con la Cina.
Secondo le voci, Joseph Kabila è stato messo al potere dagli USA e dai loro alleati.
Con Joseph Kabila al potere, le multinazionali hanno prosperato. La terra ed i fiumi sono stati venduti alle multinazionali. La gente locale ha subito.
5. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno stabilito regole finanziarie che limitano il governo congolese e che favoriscono le multinazionali.
6. Il Congo nel 1996 è stato invaso dal Ruanda e dall'Uganda, quando installarono al potere Laurent-Désiré Kabila. Fecero questo con l'appoggio degli Stati Uniti.
Quindi, nel 2001, quando Laurent-Desire Kabila non serviva più agli interessi dei ruandesi, degli ugandesi e degli USA, fu assassinato.
I ruandesi e gli ugandesi invasero il Congo nel 1998. 5,4 milioni di congolesi morirono.
Il 9 febbraio 2008, Keith Harmon Snow presentò un articolo (Dissident Voice: Gertler’s Bling Bang Torah Gang) che compone i seguenti punti:
Maurice Templesman è uno dei principali finanziatori di Barack Obama.
Famiglie come Tempelsman, Oppenheimer, Gertler e Steinmetz sono associate in compagnie minerarie in Congo.
Nel 2007 in Congo vi era la lotta tra Jean-Pierre Bemba e Joseph Kabila. Ciascuno voleva essere l'unico a poter fare soldi dagli accordi con le compagnie minerarie.
La maggior parte dei congolesi comuni guadagna meno di un dollaro al giorno e qualsiasi tentativo di sciopero è probabile che venga schiacciato con la violenza.
Secondo un articolo di CorpWatch, 25 eprile 2001, CorpWatch: Africa: U.S. Covert Action Exposed:
Promemoria e cablogrammi declassificati tra ex presidenti e funzionari del Dipartimento di Stato USA degli ultimi quattro decenni menzionano Tempelsman con input diretto alla destabilizzazione di Congo, Sierra Leone, Angola, Zimbabwe, Namibia, Ruanda e Ghana.
I documenti rivelano che si è guadagnato i galloni con le potenze occidentali nel rovesciamento del primo presidente eletto del Ghana, Kwame Nkrumah, e nell'assassinio appoggiato dalla CIA del primo presidente eletto del Congo, Patrice Lumumba.
Fino al 1997, Tempelsman era nominato per l'insabbiamento in corso del sostegno segreto di USA-CIA all'ex presidente dello Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo [DRC]), Mobuto Sese Seko, che morì in esilio nel 1997 dopo il rovesciamento del suo regime dal recentemente assassinato Presidente congolese Laurent Kabila.
Tempelsman viene menzionato come l'agente a capo della svendita dell'eccedenza grezza della riserva strategica di diamanti negli Stati Uniti che è stata utilizzata per finanziare le imprese del defunto dittatore.

Chi si prenderà le ricchezze minerali del Congo, che comprendono di tutto, dal petrolio all'oro?


1. "Il brutale conflitto nel Congo orientale è il risultato di... una zuffa per le ricchezze minerali della regione...
"Cobalto, rame, diamanti, oro, argento, stagno e coltan, l'ingrediente essenziale per i telefoni cellulari, fanno del Congo uno dei paesi dell'Africa più ricchi di minerali".
2. "La compagnia petrolifera francese Total ha dichiarato (28 ottobre 2008) che stava considerando di sfruttare le sabbie bituminose nel... Congo, dove si trova il principale produttore di petrolio e gas...
"In maggio la compagnia petrolifera italiana ENI ha firmato un accordo con il Congo per sfruttare le sabbie bituminose a Tchikatanga and Tchikatanga-Makola nel sud, stimato di contenere riserve tra i 5oo milioni e 2,5 miliardi di barili". (French oil giant mulls exploiting Congo tar sands)
3. "Martedì (28 ottobre 2008) i ribelli congolesi hanno continuato la loro marcia verso la capitale regionale di Goma, scacciando soldati dell'esercito impauriti e decine di migliaia di civili sfollati sulle strade fangose davanti a loro". (Congo rebels push toward key city)
4. "Le radici dell'instabilità del Congo si fanno risalire al genocidio ruandese del 1994, nel quale furono massacrati centinaia di migliaia della minoranza Tutsi. I ribelli Tutsi del Ruanda quindi rovesciarono il governo ruandese dominato dagli Hutu nella conseguente guerra civile, costringendo milioni di Hutu a fuggire in Congo...
"Il Ruanda ha invaso il Congo due volte nel tentativo di sbaragliare gli estremisti Hutu ruandesi, dapprima nella guerra del 1996-97 e di nuovo nella guerra del 1998-2002. Molti hanno comunque accusato il Ruanda di venire sviato all'inseguimento di diamanti. oro ed altri minerali.
"Dal 1994, la guerra civile ed i conflitti tribali in Congo hanno fatto morire circa 4 milioni di persone a causa di combattimenti, carestia e malattie". (Congo's violence tied to 1994 Rwandan genocide)
5. "Secondo documenti francesi declassificati, l'ex presidente francese François Mitterrand appoggiava gli esecutori del genocidio del 1994 in Ruanda nonostante chiari avvertimenti che venivano orchestrate uccisioni di massa della popolazione Tutsi.
"La pubblicazione dei documenti su Le Monde di oggi conferma per la prima volta i sospetti a lungo tenuti contro la Francia. I precedentemente segreti telegrammi diplomatici e promemoria governativi suggeriscono anche che il defunto presidente francese era ossessionato dal pericolo di una influenza "anglo-sassone" che afferrasse il Ruanda". (The Independent)
6. Attorno a Lubumbashi vi è molto rame, coltan e zinco.

Viene trattato da una società a capitale misto tra la compagnia mineraria statale, il George Forrest Group (una conglomerata belga-congolese) e l'American OM Group.
"Nel 2002, una commissione dell'ONU suggerì che 29 società - compreso il George Forrest Group - affrontassero delle sanzioni per le loro operazioni nella DR del Congo.
"Il rapporto della commissione accusava il George Forrest Group di gestire le proprie operazioni minerarie in una maniera che portava fuori dal paese quanti profitti possibile, mentre portava un beneficio minimo alla DR del Congo". (BBC Cache)
Leopoldo II (1835 – 1909) era re del Belgio e primo cugino della regina Vittoria.
Si diceva che Leopoldo II fosse cliente della casa di flagellazione e bordello "Villetta Rossa" di Mary Jeffries a Hampstead, Londra.[1]
(Secondo le voci, la monarchia belga era collegata allo scandalo Dutroux e ad altri scandali - BBC News EUROPE Belgian king wins paedophile rebuttal / Chateau des Amerois - Mother of Darkness Castle )
Leopoldo II è stato il fondatore e unico proprietario delllo Stato Libero del Congo, ora noto come la Repubblica Democratica del Congo.
Un ufficiale bianco descrisse un assalto per punire un villaggio congolese che aveva protestato contro le azioni dei belgi. L'ufficiale bianco al comando "ci ordinò di tagliare la testa agli uomini e di appenderle alle palizzate del villaggio, anche i loro organi sessuali e di appendere le donne ed i bambini alla palizzata nella forma di una croce". (Mass crimes against humanity in the Congo Free State)
Come nota la BBC, i congolesi hanno imparato dai belgi.
"I soldati del Congo non hanno mai abbandonato il ruolo loro assegnato da Leopoldo - come la forza per reprimere, torturare e razziare la popolazione civile inerme". - (BBC NEWS Africa King Leopold's legacy of DR Congo violence)
Secondo Wikipedia, "L'estrazione di gomma ed avorio in Congo dipende dal lavoro forzato ed è risultata nel massacro e nella mutilazione di milioni di congolesi (all'epoca approssimativamente la metà della popolazione).
"Gestiva il Congo come suo feudo personale; per lui era una impresa affaristica...
"Come descrive Adam Hochschild in King Leopold's Ghost, la Francia, la Germania ed il Portogallo furono svelti ad adottare i metodi congolesi in quelle parti delle loro colonie dove si trovava la gomma naturale, imponendo ai nativi una simile perdita di vite". (Leopold II of Belgium - Wikipedia, la libera enciclopedia )

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