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mercoledì 4 gennaio 2012

Study of the Cross-border Nautical District between Molise region, Croatia and Albania




The Italian industrial structure, which is characterized by a widespread presence of small and medium size enterprises with strong and unique socio-economic ties with the territory in which they are located, has raised an interesting and intense economic and scientific debate to explain the success in organizing their production efficiently. The district model of organization of the industrial production has been from the 70s ‘the Italian solution’ to the impasse of the organizational and managerial model typical of the Ford-like large enterprise, which is characterized by a standardized demand met by mass production. Industrial districts and the concentrations of small businesses have supported the Italian economy to ensure on the one hand the presence in international markets in the fields typical of Made in Italy and, on the other hand, the visible characteristics of an alternative model of economic and social development. The territorial character of the investigation and the unambiguous identification of the areas of localization of the districts emerge as crucial elements in the transition from the theoretical specification of the sources of competitive advantages of the business district and its empirical verification.

This research is intended to offer an attempt to synthesize, on the one hand, the main theoretical contributions related to the theme of industrial districts and, secondly, the regulatory framework related to economic policies that promote local development of certain production areas. The aim of this study has been the identification and evaluation, in the predefined geographical area of the province of Campobasso, of specific quantitative and qualitative parameters of its local and well defined economy to verify the existence or not of a specialized production of excellence, which may have the features of an industrial district i.e. a local production system; the degree of openness to foreign markets of the production system locally identified, with a further empirical study aimed at analyzing its development potential. In this sense, it has been hypothesized the extension of the paradigm of the district to the field of regional shipbuilding, with a qualitative empirical verification of its theoretical assumptions by means of methods and tools borrowed from literature and the legally binding national, regional and community level.

This thesis, therefore, aims at providing in the first part the theoretical contributions at the base of the district; in the second part, it presents all the elements that have contributed to the design and establishment of the ‘Distretto dell’Eccellenza Nautica Molisana’ (District of the Marine Excellence of Molise); in the third part, the design that is still being set up of the "DEA: District Euro-Adriatic". This last project involves the establishment, preferably by the end of 2012, of the Cross-border Nautical District between Molise region, Croatia and Albania. A major challenge that could use EU funding to boost new business with a strong impact on employment, the re-launch of the maritime and touristic sector of Molise, Croatia and Albania
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INDUSTRIA PETROLCHIMICA CINESE




Quali sono le caratteristiche del settore petrolchimico?

L'industria petrolchimica dispone di stabilimenti nella maggior parte delle province e delle regioni autonome cinesi; di rilievo quelli di Pechino, Shanghai, Lanzhou, Yueyang, Anqing e Canton. La produzione comprende fibre sintetiche, prodotti farmaceutici e materiale plastico. Una caratteristica dell'industria petrolchimica cinese è la presenza molto diffusa di piccoli stabilimenti che producono concime azotato utilizzando una tecnica di produzione, sviluppata nel paese, essenziale per mantenere fertili i terreni agricoli.

A quanto ammontano gli investimenti nel settore?

Nel 2010 le compagnie petrolifere cinesi hanno investito più di 13 miliardi di dollari per espandere la propria presenza in America Latina. Una penetrazione a suon di accordi commerciali e industriali per aggiudicarsi petrolio e gas naturale, che fa tremare l'egemonia americana nel «cortile di casa». Inoltre La Cina investirà 23 miliardi per costruire tre raffinerie in Nigeria grazie alla collaborazione tra la Nigerian National Petroleum Corporation (Nnpc) e la China State Construction Engineering Corporation Limited. La Cina ha intrapreso un’enorme campagna di investimenti nel mercato africano, difficilmente quantificabili in cifre, mostrandosi altamente competitiva alle tradizionali compagnie occidentali.

Dove operano le compagnie petrolifere cinesi?

Le compagnie statali cinesi operano in Venezuela, Brasile, Argentina, Ecuador, Perù, Colombia, Cile, Bolivia, Angola, Nigeria, Sudan, Gabon, Congo Brazzaville, Guinea Equatoriale, Mauritania, Niger, Kenya, Algeria, Libia, Somalia. Sembra così lontano il 1993, quando una sussidiaria della China National Petroleum (Cnpc) si aggiudicò i diritti per l'estrazione nel campo di Talara, sulla costa nord del Perù: la prima acquisizione energetica cinese nel continente. Oggi Cnpc, con la sussidiaria Petrochina, è impegnata in più di 90 progetti oltremare, tra cui pipeline per importare petrolio e gas naturale e abbassare nel prossimo futuro i costi di spedizione.

La Cina gode di rapporti privilegiati con qualche paese detentore di materie prime?

Il rapporto con il Venezuela in particolare vive il suo miglior momento da quando il presidente Hugo Chavez è alla guida del paese. Alla base di tutto c'è la join venture del 2007 tra Cnpc e Petroleos de Venezuela che ha preso parte al piano d'investimenti da 40 miliardi di dollari, con scadenza 2016, stabilito da accordi congiunti. Il paese latinoamericano, già diventato il primo fornitore di petrolio grezzo e raffinato e il terzo di idrocarburi, aumenterà ulteriormente l'export giornaliero verso la Cina.Nello stesso periodo, la Shanghai Petrochemical (Sinopec) ha rilevato per 2,45 miliardi di dollari le concessioni petrolifere nelle province argentine di Santa Cruz, Mendoza e Chubut di proprietà dell'americana Occidental Petroleum. Sinopec in autunno aveva già acquisito il 40% delle unità della controllata brasiliana della compagnia spagnola Repsol (con un accordo da 7,1 miliardi di dollari) aggiudicandosi lo sfruttamento di riserve offshore in Brasile. La Cnooc (Chinese National Offshore Oil), ha messo piede in Sud America nel marzo 2010 rilevando metà della Bridas, storica holding dell'energia di Buenos Aires, per 3,1 miliardi di dollari - e si era già aggiudicata una grossa fetta dell'argentina Pan American Energy, sborsando più di 7 miliardi di dollari per alcune quote di partecipazione di proprietà Bp. Infine, la ditta petrolchimica commerciale Sinochem nel 2010 ha partecipato al banchetto con 3 miliardi di dollari, rilevando dalla norvegese Statoil Asa il 40% dei giacimenti offshore nel grande Bacino di Campos al largo Rio de Janeiro, in Brasile.

Come mai la Cina riesce penetrare in questi mercati?

Le aziende occidentali sono disposte a cedere risorse in America Latina per almeno due motivi: le imposte elevate e le leggi per la tutela dell'ambiente. L'exploit cinese invece è protetto dal pieno appoggio delle agenzie di sostegno al credito dello stato, con China Development Bank (Cbd) e la Export and Import Bank of China (Eib). La Cina nel 2010 ha speso in totale 38,8 miliardi di dollari a livello globale per tutelare la propria sicurezza energetica, mantenere la crescita economica del paese e andare incontro al boom della domanda interna d'energia. Un altro punto a favore di Pechino negli accordi con i paesi sudamericani è il sostegno allo sviluppo locale con prestiti finanziari ai governi, costruzione di infrastrutture e investimenti in diversi settori industriali. Fatto stà che la «colonizzazione energetica cinese dell'America Latina» viaggia a pieno ritmo.

lunedì 5 aprile 2010

Prima mi rialzo e poi collasso




OGGI VIVIAMO AL DI SOPRA DELLE NOSTRE POSSIBILITA' MENTRE IN ALTRI CONTINENTI (CINA , BRASILE, INDIA AFRICA ECC ECC) LA CLASSE BORGHESE SI STA CREANDO E STA OTTENENDO QUELLO CHE I NOSTRI PADRI OTTENEVANO NEGLI ANNI 60.Negli anni 60 le aspettative economiche erano di crescita. Tutto procedeva velocemente, si stava creando il ceto medio, la popolazione era entusiasta e lavorava con forza e vigore.

ERA IN ATTO UN CICLO VIRTUOSO. Si viveva di speranza di miglioramento. Si costruivano i sogni e si riusciva a realizzarli, anche perchè si partiva da una situazione di povertà.

SI VIVEVA FELICI PERCHE' SI MIGLIORAVA!!!

Oggi invece, pur vivendo negli agi, molto di piu' di allora, siamo TRISTI, DEMOTIVATI E FRUSTRATI, CON L'ANGOSCIA DI PERDERE QUELLO CHE ABBIAMO, DI NON POTERCI PERMETTERE QUELLO CHE PRIMA AVEVAMO.

Altre popolazioni crescono mentre noi ci impoveriamo. I nostri risparmi sono investiti in titoli del debito CHE SONO DESTINATI O A PERDERE VALORE O AD ANDARE VERSO IL DEFAULT.

Nuova ricchezza non riusciamo piu' a crearne, anche perchè il debito che ci circonda ci avvolge in una morsa mortale.

La disfatta e il collasso è garantito che ci sarà, su questo ormai non ci sono piu' dubbi.
La terra vive, è un essere umano, quando sta male scatena terremoti, quando è felice fa crescere foreste, quando gli togli tanto sangue (petrolio) crea tsunami.
Siccome diminuire lo stile di vita, quando si ha la possibilità di aumentarla è impossibile; l'uomo ha deciso di proseguire, voltando le spalle a chi non ce la fa piu', voltando le spalle ai numeri, ai dati, alla realtà, vivendo la giornata, cercando di portare a casa il piu' possibile.

Soldi stampati, debiti stellari, mancanza di regole, povertà a livelli biblici, mercato del lavoro ancora sui minimi del 2008-2009, commodities esplose in una bolla giustificata dall'armata cinese ed indiana (in totale 3.000.000.000 di abitanti, ovvero la metà della popolazione)
Un popolo freddo, peggio ancora degli americani, speculatore, avido e senza pietà.
Oltre che sul loro territorio, si sono ramificati ovunque, trovi un cinese da Dubai a Porto Escondido, dalle Maldive alla Patagonia, dall'Italia all'Islanda.
E' la globalizzazione.
Ovvero io mi tengo la moneta che non vale una cippa rispetto alle altre, lavoro per tutti (lavorano solo loro) e porto il mio Pil a doppia cifra.
Ho una popolazione spaventosa e l'unico fesso che poteva farmi ragionare, lo tengo per i testicoli perchè gli sostengo il debito (ovvero gli USA).
Se nel 29 in USA toccarono il 50% della disoccupazione questa volta ci andranno vicini.
Nei mercati finanziari pare che ci sarà un tialzo epocale, una bolla prima del defoult.
Visto che la borsa è salita di un 100%, dopo una bolla short inspiegabile (bastava guardare il p/e di alcune aziende per capire su che pianeta vivevi), ora i prezzi sono stabili. Ovvero da qui si potrebbe ripartire con un bull sano...invece no.
Gli americanoni sveglioni non possono permettersi anni, devono fare i trilioni privati subito, quindi...utili alla veloce, dati migliori alla veloce, soldi a fiumi e liquidità spaventosa.
Le aste dei titoli di stato USA vanno deserte...e il 31 marzo 2010 la FED ha smesso di comprare al governo USA i titoli di stato (ricordo che la FED ha un 10% del debito americano, pari a circa 1,4 trillion dollar)
Ora...se prima comprava solo la FED ora chi comprerà i titoli di stato USA?
Semplice...nessuno.
Stiamo cercando di spacciare una poesia del Leopardi per una scritta da Jovanotti...
Nessuno sa del futuro, ma i dati sono questi e la situazione (a parte Cina e India e Brasile) è nera.
Wally comanda, e appena deciderà si partirà a razzo, per il rialzo senza senso.
Pensate a quello del 2000, saliva tutto del 30% ogni giorno, tutti compravano e tutto saliva, gli shorters si coprivano e i titoli decollavano...
poi da 5000 di nasdaq a 1200...in nemmeno un anno.
Sarà la stessa cosa, si salirà perchè i soldi stampati a leva sono ancora da posizionare, salirà il petrolio sopra ai 100 $ ...

cosa fare? beh non c'è da fare nulla. Ormai è tutto innescato, in Italia poi sarà catastrofe. Solo a marzo la cassa integrazione è salita del 30%, siamo a +333% in un anno. Falliementi e pignoramenti aumentano e le imprese cinesi dilagano a macchia d'olio, +131% in un anno solo in Lombardia e Veneto.
La globalizzazione. Se ti opponi sei comunista, razzista e fascista, quindi non puoi opporti, ma quando il tappo sarà stappato razzista o no, la fame si farà sentire nel pancino di tutti.
Politici con età media di 60 anni, decotti e stracotti, con idee reciclate e decotte...pensioni da 50.000 € al mese...

Giovani con idee, senza futuro, senza impiego, senza voglia, senza possibilità.
Attenzione! non scrivo questo perchè mi interessa salvare o sponsorizzare o mi interessi, a me non interessa nulla se i cassa integrati aumentano o no, dico solo la realtà dei fatti e spero davvero di sbaglarmi.
Avete fatto caso che non sentite piu' al tg dei barconi con clandestini, quindi non arrivano piu'? sono finiti? nemmeno per sogno, arrivano tutti i giorni e sono in aumento. Sud Americani, Asiatici, Africani, est europa.L'india ha 1.000.000 di ricchi e 1.000.000.000 di poveri.
Il futuro è questo, far sparire il ceto medio, avendo così ricchi che gestiscono tutto (politica, stato, aziende, tasse ecc.) e poveri, con l'unico pensiero di sopravvivere.

PROVOCAZIONE:
davvero credete nell'integrazione sociale, nel ritorno all'utile delle aziende, del miglioramento della disoccupazione, del miglioramento del Pil italiano, nelle tasse piu' basse, nell'aumento delle buste paga, nei servizi migliori?

se ci credete rispondetemi e spiegatemi...sono disposto a pagare bene.

domenica 21 marzo 2010

Inaugurazione rubrica Economia & Finanza


Sostenuto dalla convinzione che la politica sia mossa quasi esclusivamente da interessi economici, inaugurerò su questo blog una rubrica denominata Economia & Finanza. Non si può parlare di politica tralasciando il ritorno economico che c'è dietro e non si può parlare di scelta politica senza valutare l'impatto economico. Da due anni mi sono appassionato di finanza e di investimenti e ciò mi ha prermesso di comprendere dinamiche che la coscienza mi impedisce di farle tacere. Questo blog è stato trascurato nell'ultimo periodo perchè ritenuto impotente nei confronti dei mezzi mediatici controllati, incapace di sensibilizzare le persone e a causa di carenza volontà informativa e culturale del popolo di internet. Il blog è stato anche messo da parte dai motori di ricerca di Google perchè c'è un sito potente con lo stesso nome "PORTALE DELLE LIBERTA'", dalla prima pagina di ricerca siamo finiti alla quinta e nel mezzo c'erano siti del tutto inappropriati. Disse Giovanni Agnelli: "controllare l'informazione è controllare il potere". Tutto questo è evidente e nel mio piccolo, se avrò almeno un solo elettore che apprezzi l'operato, o che critichi aumentando il dibattito, mi sarà da incentivo a continuare.
Un saluto a tutti

Calendario Economico fornito da ForexPros - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa