Pagine

Visualizzazione post con etichetta narrativa personale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta narrativa personale. Mostra tutti i post

martedì 4 ottobre 2011

Scappo, mi riposo e riparto verso l'infinito


Spesso scappare dai problemi non è altro che un modo scappare da noi stessi e dai nostri pensieri, che prima o poi ci riaffiorano. Affrontare le proprie emozioni e sentimenti, se negativi, causano dolore. Come tutti i dolori si cerca di cacciarli via. Il farmaco giusto per un sentimento non esiste e allora inizia una interminabile guerra con se stesso e cercare la soluzione migliore. Si esce in giro, si fa sport, si beve, si fa un viaggio, si conosce altra gente...ci si intrattiene. Si fa di tutto pur di alienarsi da pensieri, colpe, ricordi e speranze. I risultati possono essere positivi ma i conti con noi stessi arriveranno. Prima o poi dobbiamo rilassarci su un letto, su una campagna, in spiaggia...il dolore ci perseguiterà. Allora ci si rialza e ci si trova un altro interesse, ci si riattiva, nuove passioni, si cercano altri sentimenti... si corre e si corre ancora cercando questa dannata felicità. La felicità è l'obiettivo primario di ogni essere, essa non ha un limite, e quando l'abbiamo raggiunta essa non ci basta più, abbiamo bisogno di altro. Si corre ancora, si cercano nuove opportunità, nuovi momenti.
Conviene fare tutto questo? Conviene scappare sapendo che dobbiamo fare i conti con noi stessi?Conviene inseguire una cosa che in fin dei conti non arriverà mai?
Il vero successo non sta nel mettere i piedi per terra, essere responsabili e affrontare tutto e subito, in certi casi accontentarsi e non aspirare, trovarsi un semplice percorso comune e condiviso con una amata basato sull'amore vero. Quest'amore per avere reali piedi per terra deve essere basato su dei principi forti. Ci vuole fede nell'amore. Ci vuole conversione. Nell'amore di coppia ma anche nell'amore fraterno. Altrimenti alla prima pecca si distrugge tutto...e si rinizia a scappare e distruggere la vita di altre persone.

lunedì 11 dicembre 2006

Fuori sede


Mentre gli anni passano e tutto diventava più spiegabile, molte volte mi sono ritrovato a pensare alle stranezze della vita e sempre molto spesso, quando qualcosa non va proprio nel verso giusto o comunque non segue il ritmo che ci eravamo prefissati, mi prende la malinconia; prendo con me solo lo stretto ed indispensabile, i panni sporchi, salgo in treno o autobus e parto per rintanarmi là, in quella quiete che non esiste da nessun altra parte..., se non nei miei sogni.
Mi rifugio in quella luce così calda e quei colori così vivi e rivivo tutti quei momenti bui, tristi e problematici, contrapposti ad altri momenti sereni e felici che fanno da cornice alla mia semplice, anche se travagliata, esistenza.
Spesso penso a questo destreggiatesi tra il dire ed il fare, consapevole della difficoltà della vita e poi, d'improvviso mi accorgo che, dopo tutto, esiste sempre un punto ed é Lei.

Campobasso... questo ridente paese al ridosso di un castello, arroccato sul vento e sulle nuvole…. e’ da li’ che sono fioriti tutti i miei giorni e piano piano, trascorrendovi solo le vacanze e qualche saltuario ritorno, in quella quiete ho iniziato ad amarla, sentendo a volte anche rabbia per le sue contraddizioni, per quel suo tragico abbandono, per quelle sue brutte apparenze, quando non vuole farsi amare e quando solo la cupidigia degli uomini ne diventa padrona facendola apparire un paese triste e solitario e noi, a volte indifferenti ed egoisti, lasciamo che si allontani da noi, come per cancellarne il ricordo ma... l'attesa e’ sempre portatrice di pensieri migliori perché poi torniamo sempre la', a farci avvolgere dal calore familiare, a difenderne le tradizioni, a spolverare
quei sorrisi e quelle genuinità’ che ci fanno tanto bene al cuore e che non si troveranno mai altrove.
Lo so che, nel corso degli anni, tanta gente da li se ne e andata; chi in cerca di fortuna e chi, per sopravvivenza ma, allo stesso tempo sono consapevole che tutti, anche dall’altra parte dell’Oceano, continuano a parlare del Molise con dolcezza infinita considerandola l’unico vero punto fisso della vita e cosi’, dopo anni di assenza, chi da Roma, chi da Milano, chi dal Canada, dalla Florida, dall’Argentina o dall’Australia, fa ritorno, sperando di ritrovare ciò che aveva lasciato...

Numerevoli erano le bravate, fino a sfiorare i limiti legali, e poi si correva a raccontare il tutto agli altri compagni perché quella era la nostra giovinezza, la nostra allegria che e rimasta attaccata a noi che, di quei giorni, ne abbiamo fatto un ricordo vagante tra sogno e realtà......
Quanti ricordi e quanta malinconia.....
E poi quel paese che d'inverno si spopolava, sommerso da un vento tagliente e una neve abbondante. Quando nevicava ci si chiedeva se le scuole il giorno dopo sarebbero state chiuse, e male che vada ci tramutavamo in teppistelli e tiravamo palle di neve alle macchine e ai passanti.
Ricordo la parrocchia Mather Ecclesiae, dove ero ministrante, con i suoi discussi cambi di parroci, la processione che si incamminava tra le vie del quartiere con la statua della Madonna, bellissima, eretta a difesa di tante anime imploranti che chiedevano aiuto, ora pregando, ora osservando, camminavo dritto avanti con un crocifisso più alto di me, canti, rosari e dentro il cuore, sentivo tanta pace e tanta felicità.
Davanti la Chiesa noi ragazzi giocavamo a pallone anche sotto la neve, ognuno pensando di essere il suo giocatore preferito o di diventare un campione, il tempo passava senza avere alcun sospetto che era orario di tornare a casa per la cena.
I primi amori, le prime delusioni, le prime sbornie, le prime esperienze politiche, le prime pretese per cercare di cambiare le mentalità…
Le innumerevoli battaglie con i genitori per poter acquistare la batteria,dopo aver dimostrato che per suonarla non dovevo necessariamente drogarmi, riuscii a comprarla, anche se troppo tardi, e da lì formammo un gruppo in preda della musica e dalle risate.


Si me le ricordo tutte queste cose, come se fosse ieri, le rivedo come in un film, e vorrei che rinascessero...
Vorrei che tutti rivivessimo quell’aria di genuinità che nasce in tutti noi quando siamo in questo paese.
Vorrei e magari, tra sogno e realtà un giorno ci ritroveremo tutti la a Campobasso a consolarci ed a raccontarci di un tempo andato che grazie alle nostre forze, ed ad un po’ di buona volontà, può sempre rinascere e rivivere....,
basta volerlo.
Difendiamo Campobasso, le sue tradizioni, amiamola così com’è, infondo è così che ci piace, e non dimentichiamola.

Calendario Economico fornito da ForexPros - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa