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sabato 13 giugno 2009

Uno studente campobassano a confronto con Gheddafi


(tratto da OGGI NUOVO MOLISE)

13/06/2009 10:46

Il riconoscimento per i suoi studi sui rapporti italo-libici

Un importante riconoscimento per uno studente corregionale.
Il campobassano Nicola Santoro è stato premiato giovedì scorso dall'università di Roma. Ad essere 'lodati' i suoi studi di relazioni internazionali inerenti i rapporti italo-libici, i quali gli hanno permesso di incontrare personalemente il leader libico Muhammar Gheddafi.
Laureatosi in Scienze politiche e Relazioni internazionali con la tesi su "I rapporti italo-libici dall'indipendenza della Libia ad oggi" e col relatore di origini molisane Francesco D'Ovidio Lefebvre, Nicola Santoro ha ricevuto la dedica del Colonnello libico sulla propria tesi: .
Proprio il rettore de , Luigi Frati, alla luce degli interessanti lavori di Santoro, aveva manifestato la volontà che lo studente presentasse la sua tesi a Gheddafi.
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Di fronte alla platea di docenti e studenti radunata nell'aula magna de il leader libico Muhammar Gheddafi tra i tanti discorsi, ha affrontato anche quello del terrorismo sottolineando una 'difesa' alla causa palestinese.
La premiazione del campobassano Nicola Santoro è stato un premio importante per l'impegno dimostrato dallo studente.
Un riconoscimento meritato per il giovane studente campobassano e che rimarrà impresso nei ricordi dello stesso Santoro e sulla sua tesi di laurea.

LA STESSA NOTIZIA è PRESENTE SU ALTRI QUOTIDIANI:
- http://www.molisenotizie.it/articolo.php?id=26930
- http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=19602&goback_link=index.php

lunedì 1 giugno 2009

IN ITALIA NON SERVE LA CLASS ACTION: vogliamo mica mandare all'aria il sistema?




La class action in Italia non s'ha da fare, se ne parla a luglio 2009 (forse)

Slitta di altri mesi l'entrata in vigore della class action. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri. La norma per le azioni collettive doveva partire il prossimo 1° gennaio, così invece partirà (il forse è d'obbligo) a giugno. Lo slittamento è contenuto nel decreto "milleproroghe". Guardate un pò, ogni volta che c'è una spina nel fianco, la si presenta in parlamento in sedute estive. Giusto, quando la gente è in vacanza o quando sono in ballo i mezzi di informazione su cose futili (es i gossip), in parlamento si approvano cose serie.


Adusbef e Federconsumatori: è una vergogna!

Non si fanno attendere le reazioni delle associazioni dei consumatori: "Vergogna!", "Siamo indignati!" i primi commenti.
"Questa legge, approvata durante la precedente legislatura, è stata prima rimandata dal Governo Berlusconi, con l’obiettivo di migliorarla; oggi, dopo aver peggiorato la legge eliminando la retroattività, viene ulteriormente rinviata di altri 6 mesi", spiegano. E la conclusione è evidente: "Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l’azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat, ecc. E vogliono rimandare il più possibile l’attuazione della legge stessa, a discapito di tutti i cittadini".
La Class Action, concludono Adusbef e Federconsumatori, per le Associazioni non rappresenta l’occasione per regolamenti di conti ed attacchi indiscriminati alle imprese, ma doveva e dovrà essere un forte deterrente contro truffe e raggiri da parte delle imprese, e un forte incentivo per un funzionamento del mercato trasparente ed efficace.
Il rinvio dell’entrata in vigore della class action è il segno di un Paese in profonda crisi che intende restare in serie B. Gli italiani sono stati privati di un fondamentale strumento di tutela dei loro diritti e dei loro interessi, mentre le aziende disoneste riescono ancora a farla franca. Eliminando la retroattività, così da evitare che gli ultimi grandi scandali nei confronti dei risparmiatori e consumatori, come Cirio e Parmalat, possano essere oggetto di giudizio; eliminando la promessa estensione dell’azione di classe alla PA e alle concessionarie di servizi pubblici.
La class-action è uno strumento essenziale per la difesa dei diritti dei consumatori dai raggiri delle imprese che adottano comportamenti commerciali scorretti e per garantire un mercato sano e concorrenziale.

A noi italiani piace tanto il modello americano per quanto riguarda gli interessi politici e industriali ma quando si parla invece di tutela dei consumatori, risparmiatori e fasce deboli, ci scordiamo il "liberale" che è noi.

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